Valorizzare le materie prime seconde del frantoio per potenziare la sostenibilità di filiera
Si è svolto venerdì 6 giugno 2025, presso l’Aula ex-Biblioteca del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova, il workshop “Valorizzare le materie prime seconde del frantoio per potenziare la sostenibilità di filiera”, organizzato nell’ambito delle attività previste dal PR Veneto FSE+ 2021-2027 – Priorità 2, Obiettivo “Istruzione e Formazione” (DGR n. 553 del 09/05/2023, codice progetto 2105-0047-553-2023).
L’incontro, a cui ha partecipato anche RIBES-Nest, ha offerto un’importante occasione di confronto tra il mondo accademico, giovani ricercatori e le imprese del territorio. Il progetto OLIVET nasce con l’obiettivo di valorizzare gli scarti derivanti dalla lavorazione delle olive, trasformandoli in risorse sostenibili, utili e anche economicamente interessanti. Foglie, polpa e acqua di vegetazione, generalmente considerati rifiuti, possono invece diventare ingredienti funzionali per cosmetici, alimenti salutari e soluzioni applicabili in ambito agricolo.
Alla base del progetto c’è l’idea di una filiera che non scarta nulla, in cui ogni residuo della produzione olearia diventa un’opportunità per promuovere la salute umana, tutelare l’ambiente e sostenere l’economia locale. Un modello che punta a conciliare sostenibilità, innovazione e valorizzazione delle specificità territoriali.
Nel concreto, il progetto ha previsto l’analisi approfondita degli scarti delle olive per individuarne i composti bioattivi, con particolare attenzione ai polifenoli e agli antiossidanti. Sono state studiate modalità di trasformazione degli scarti in ingredienti destinati a settori diversi, dalla cosmetica all’alimentazione funzionale fino ai fertilizzanti per l’agricoltura. L’utilizzo di tecnologie di estrazione ha permesso di isolare sostanze di interesse, e non meno rilevante è stato il tentativo di creare connessioni efficaci tra il mondo della ricerca e quello produttivo, con un forte coinvolgimento di giovani ricercatori.
I risultati emersi sono incoraggianti. Gli estratti ottenuti hanno dimostrato proprietà utili per contrastare l’invecchiamento, rafforzare la salute e stimolare la crescita delle piante. È emerso inoltre il potenziale impiego di questi materiali per l’arricchimento di alimenti comuni, come pane e biscotti, trasformandoli in prodotti con benefici nutrizionali aggiuntivi. Il progetto intende ora proseguire in direzione di una maggiore applicazione industriale, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni realmente utilizzabili sul mercato, valorizzando anche le eccellenze locali dell’olivicoltura veneta.
Il workshop dedicato ha ribadito alcuni messaggi chiave: la necessità di una forte collaborazione tra ricerca, impresa e istituzioni per generare risultati tangibili; il superamento della concezione degli scarti come rifiuti; il principio che la sostenibilità in agricoltura deve andare di pari passo con la redditività. OLIVET si presenta così come un esempio concreto di innovazione circolare, dove tutto ciò che è scarto diventa risorsa.