RIBES-Nest: evento di fine anno tra progettualità, strumenti per crescere e risultati intermedi dei progetti R&D
Si è svolto giovedì 11 dicembre 2025, presso la sede di Fidia Farmaceutici, l’evento di fine anno di RIBES-Nest, appuntamento pensato per fare il punto sulle attività sviluppate nel 2025 e per avviare una riflessione condivisa sulle traiettorie previste per il 2026. La giornata ha riunito imprese, università e centri di ricerca soci insieme a stakeholder esterni della rete, per riflettere su un obiettivo comune: rafforzare la capacità della rete di trasformare progettualità, competenze e ricerca in risultati concreti per il sistema produttivo.
Ad aprire i lavori è stato Carlo Pizzocaro, Presidente di RIBES-Nest e Presidente e CEO di Fidia Farmaceutici, che ha accolto i partecipanti sottolineando il valore di un momento di confronto “fuori dalla quotidianità”, prezioso non solo per chiudere l’anno, ma anche per raccogliere spunti e stimoli utili ad orientare le attività future. In un contesto caratterizzato da ritmi operativi sempre più intensi, l’incontro ha rappresentato uno spazio per fermarsi, fare sintesi e guardare con maggiore consapevolezza alle sfide dei prossimi mesi.
L’intervento di Irene Burroni, Direttore e Responsabile area Internazionalizzazione di CSM Toscana ha fornito un’ampia panoramica sulle principali possibilità di accesso ai fondi di finanziamento europei destinati alla ricerca e innovazione. Particolare attenzione è stata dedicata ai criteri di valutazione dei progetti e agli elementi strategici che le imprese devono considerare nella scelta dello strumento più adatto: coerenza con la strategia aziendale, livello di maturità tecnologica, capacità di cofinanziamento e solidità finanziaria.
A seguire, Elisabetta Bernardi, specialista in scienza dell’alimentazione, biologa e nutrizionista, ha affrontato il tema delle normative e opportunità legate ai claim nutrizionali e salutistici, chiarendo il percorso necessario per il riconoscimento di un claim e le differenze tra “claim nutrizionali” e “health claim”. L’intervento ha messo in evidenza come i claim incidano direttamente sulla fiducia del consumatore e sulla competitività dei prodotti, ma anche le ragioni più frequenti per cui molte richieste vengono respinte: evidenze scientifiche insufficienti o non coerenti, ingredienti non adeguatamente caratterizzati o dosaggi non definiti. Un quadro che ha restituito con chiarezza il ruolo centrale della ricerca e della correttezza scientifica nella comunicazione alimentare.
Il focus si è poi spostato sui processi di innovazione con l’intervento “Accelerare l’innovazione con l’intelligenza artificiale” di Massimo Andriolo, partner della società di consulenza sull’innovazione IXL Center Italia. Partendo da un dato emblematico – l’innovazione è considerata critica dalla maggioranza delle aziende, ma poche sono soddisfatte dei risultati ottenuti – è emersa la necessità di un cambio di paradigma. L’intelligenza artificiale può rappresentare un acceleratore potente, in particolare nella lettura dei bisogni del mercato, nella riduzione del time-to-market e nel supporto a ideazione e R&D, ma solo se inserita in processi strutturati gestiti da personale adeguatamente formato. Andriolo ha richiamato anche l’importanza di costruire percorsi chiari in fase di progettazione, dall’intento strategico alla raccolta e organizzazione delle informazioni, fino allo sviluppo del concept e del business case.
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione dei risultati intermedi dei progetti di ricerca e sviluppo finanziati attraverso il Programma Regionale PR FESR 2021–2027, Azione 1.1.1. SUB A. Il prof. Martino Cassandro ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto Food-4-Life, articolato in quattro work package dedicati alle materie prime, agli alimenti funzionali, alle proteine da fonti naturali e al miglioramento della shelf-life e del packaging. A seguire il prof. Gerolamo Lanfranchi ha invece presentato i risultati intermedi dei progetti R.I. x A.A. – Ricerca e innovazione per l’Active Aging, progetto focalizzato su studi innovativi relativi al rapporto tra invecchiamento, declino cognitivo, microbioma intestinale e variabili genetiche ed epigenetiche, con attività che spaziano dallo studio dei biomarcatori allo sviluppo di modelli sperimentali e soluzioni per il monitoraggio e la prevenzione.








