R.I. x A.A.: biomarcatori, modelli sperimentali e nuove soluzioni per l’invecchiamento attivo. Presentati i primi risultati

Tra i risultati intermedi presentati durante l’evento di fine anno di RIBES-Nest a Fidia Farmaceutici, il prof. Gerolamo Lanfranchi ha illustrato l’avanzamento del progetto R.I. x A.A. – Ricerca e innovazione per l’Active Aging, che si colloca nell’ambito della salute smart e affronta un tema centrale per società e sistemi sanitari: comprendere e monitorare i processi legati all’invecchiamento e al declino cognitivo, mettendoli in relazione con microbioma intestinale, varianti genetiche ed epigenetiche, e con fenomeni fisiologici come infiammazione e stress ossidativo. Un obiettivo trasversale, sottolineato fin dall’avvio dei lavori, è anche quello di favorire la collaborazione operativa tra aziende e istituti di ricerca: un risultato che, a un anno dall’avvio, sta già emergendo come uno degli elementi più concreti del progetto.

 

Il progetto è organizzato in quattro work package. Il WP1 mira a sviluppare e applicare strumenti avanzati per misurare l’invecchiamento biologico in modo multidimensionale, integrando indicatori genetici, epigenetici, metabolici e legati al microbiota. Nell’intervento dedicato a questa linea è stato descritto un impianto basato su diverse tipologie di soggetti e su un set ampio di variabili. Tra i risultati preliminari, è stata riportata l’identificazione di un indicatore composito di declino funzionale e l’osservazione di un effetto significativo dei biomarcatori di stress ossidativo sul declino funzionale e cognitivo, con prospettive di estensione a ulteriori biomarcatori e, in prospettiva, allo sviluppo di kit di misurazione per applicazioni più diffuse.

 

Nel WP2, il focus si sposta sui meccanismi cellulari legati all’invecchiamento, in particolare sul ruolo dell’autofagia e sulle sue alterazioni in patologie neurodegenerative come il Parkinson. Sono stati descritti modelli sperimentali in vitro e in vivo (inclusi modelli animali e cellulari) che hanno già evidenziato alterazioni del flusso autofagico in più sistemi; prosegue l’analisi su ulteriori modelli e, nelle fasi successive, sono previste valutazioni sullo stato redox e sperimentazioni di interventi (ad esempio varianti di restrizione calorica e molecole selezionate) con il contributo delle aziende partner.

 

Il WP3 lavora sulla selezione e validazione di modelli in vitro avanzati e di mini-tessuti (organoidi) per riprodurre condizioni di invecchiamento “attivo” o, al contrario, compromesso da fattori esterni o mutazioni genetiche. Nell’incontro sono stati portati esempi concreti di modelli già funzionanti, come microstrutture tissutali utilizzabili per osservare e misurare processi di infiammazione e stress ossidativo, e per testare sostanze potenzialmente capaci di modulare questi fenomeni in senso favorevole.

 

Nel WP4, infine, sono state presentate linee di lavoro orientate allo sviluppo di processi e prodotti che possano contribuire a contrastare cambiamenti associati all’invecchiamento, incluse attività su strumenti e tecnologie innovative, e su formulazioni con azione mirata sul microbiota intestinale, con prime prove sperimentali e attività di caratterizzazione di ingredienti di interesse, anche in chiave di recupero e valorizzazione di sottoprodotti.