Le Reti Innovative si raccontano: RIBES-Nest alla tavola rotonda sulle Reti Regionali

Il 30 maggio 2025 si è tenuto presso l’Università Ca’ Foscari Venezia l’incontro “Best Practice. Le Reti Innovative Regionali si raccontano”, un momento di confronto e racconto tra Università e mondo produttivo, con l’obiettivo di evidenziare le collaborazioni virtuose nate nell’ambito delle Reti Innovative Regionali (RIR). L’evento, che rientra tra le attività di Public Engagement 2025, è parte di un ciclo di interventi organizzati dalla Terza Missione dei dipartimenti universitari coinvolti: il Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi (DSMN) e il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica (DAIS).

 

A introdurre l’incontro è stata la Prof.ssa Valentina Beghetto, delegata alla Terza Missione per il DSMN, che ha sottolineato come queste giornate non siano pensate per presentare direttamente l’Università, ma per dare voce alle aziende e ai partner del territorio che, grazie alle Reti Innovative, hanno potuto sviluppare progetti significativi. Ha ricordato come la Terza Missione includa tutte quelle attività che esulano dalla didattica e dalla ricerca accademica tradizionale, abbracciando iniziative come il public engagement, il trasferimento tecnologico, la creazione di spin-off e la valorizzazione dei brevetti.

 

Il Professor Maurizio Selva, Direttore del DSMN, ha illustrato le attività del dipartimento, mettendo in luce la forte vocazione interdisciplinare e l’impegno nella formazione di profili altamente specializzati, con corsi di laurea e dottorato anche in lingua inglese, e una rete di laboratori scientifici dotati di strumentazioni all’avanguardia. Ha evidenziato come il DSMN sia coinvolto in numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali e come il dipartimento ponga grande attenzione anche alla disseminazione della conoscenza e alla ricaduta concreta dei risultati della ricerca nel tessuto produttivo.

 

Successivamente, Andrea Gambaro, Vice Direttore del DAIS, ha approfondito il ruolo cruciale della multidisciplinarità nello studio dell’ambiente, spiegando che oggi non è più sufficiente analizzare i fenomeni naturali solo con gli strumenti delle scienze tradizionali, ma è necessario integrare anche l’informatica e la statistica. Ha descritto il DAIS come un dipartimento che promuove una visione complessa dell’ambiente, con l’obiettivo non solo di comprendere ma anche di intervenire e proporre soluzioni concrete attraverso un approccio sistemico.

 

Terminati gli interventi introduttivi, si è aperta la tavola rotonda con i rappresentanti delle Reti Innovative Regionali. Il primo a intervenire è stato Piero Balanza del Consorzio Legno Veneto, che ha illustrato le attività della rete “Foresta Oro Veneto”. Balanza ha descritto una filiera del legno completamente integrata, con una particolare attenzione alla valorizzazione del legname locale, alla tracciabilità della produzione, alla formazione e alla promozione di soluzioni di bioedilizia e di economia circolare. La rete collabora attivamente con enti scolastici, università e imprese per sviluppare progetti legati anche ai servizi ecosistemici e alle potenzialità turistiche del patrimonio forestale.

 

Giuseppina Belladelli ha raccontato la propria esperienza nel contesto di RIBES-Nest. Ha illustrato come l’impresa familiare che rappresenta sia riuscita, attraverso la rete, ad accedere a conoscenze e tecnologie utili a migliorare i processi di produzione e a innovare nel rispetto della sostenibilità. Il coinvolgimento con i centri di ricerca ha permesso all’azienda di affrontare sfide complesse in modo condiviso, aumentando la qualità del prodotto e la competitività sul mercato.

 

È poi intervenuto il rappresentante della rete Improvenet, che ha offerto uno spunto particolarmente interessante legato all’ottimizzazione dei processi aziendali e alla trasformazione digitale delle PMI. È stato spiegato come Improvenet lavori con l’obiettivo di favorire il miglioramento continuo nelle imprese, con un’attenzione particolare alla qualità, all’efficienza e all’innovazione nei modelli organizzativi. Il relatore ha messo in luce l’importanza di introdurre strumenti metodologici e tecnologici che rendano più efficaci e sostenibili i processi aziendali, creando reti di collaborazione tra imprese e tra imprese e università.

 

Un contributo particolarmente rilevante è arrivato anche dalla rete RIR AIR – Aerospace Innovation and Research, che si è presentata come un esempio di sinergia tra Università e industria nel settore ad alta tecnologia dell’aerospazio. Il portavoce ha descritto come la rete stia lavorando su fronti molto innovativi, tra cui lo sviluppo di materiali avanzati, soluzioni per la mobilità sostenibile e sistemi intelligenti per l’aeronautica e lo spazio. RIR AIR è costituita da una rete di aziende e centri di ricerca altamente specializzati che operano in stretto coordinamento, con l’obiettivo di far emergere il Veneto come hub nazionale e internazionale per l’innovazione nel settore aerospaziale. L’intervento ha evidenziato come la rete riesca a coniugare esigenze produttive con ricerca sperimentale, favorendo la nascita di nuove applicazioni tecnologiche e opportunità occupazionali qualificate.

 

Il panel si è arricchito inoltre con i contributi del Veneto Green Cluster, focalizzato su tecnologie ambientali e fonti rinnovabili, e di Certottica, che ha raccontato le strategie di innovazione nel comparto ottico, con particolare attenzione al design sostenibile, ai materiali certificati e alla competitività internazionale. L’evento ha dato prova della vitalità e della concretezza del sistema delle Reti Innovative Regionali, mostrando come il modello di collaborazione pubblico-privato possa tradursi in innovazione applicata, crescita sostenibile e creazione di valore condiviso.