Sustainacea: un nuovo passo verso integratori più sostenibili grazie al contributo dei soci Labomar e Inn.Impresa

Alcuni soci di RIBES-Nest – Labomar Spa e Inn.Impresa S.r.l. – hanno portato a termine con successo il progetto Sustainacea, iniziativa dedicata allo sviluppo di integratori nutraceutici più sostenibili grazie all’utilizzo di proteine naturali provenienti da filiere agroalimentari.

 

Il progetto non è promosso da RIBES-Nest, ma vede coinvolti due importanti realtà della nostra rete che hanno lavorato in collaborazione con il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’Università di Torino e con il contributo dei fondi europei messi a disposizione dal bando a cascata dell’ecosistema dell’innovazione iNEST.

 

iNEST – Interconnected NordEst Innovation Ecosystem – è l’ecosistema dell’innovazione del NordEst finanziato dal PNRR, fondato dalle università e dagli enti di ricerca di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e Bolzano, con l’obiettivo di stimolare progettualità innovative su nove aree tematiche. Sustainacea rientra nello Spoke 2 – Health, Food and Lifestyles, coordinato dall’Università di Trento.

 

Il progetto ha approfondito lo studio di una materia prima granulata di coenzima Q10, realizzata attraverso l’impiego di proteine naturali provenienti da economie circolari, come proteine del siero di latte e proteine vegetali. L’obiettivo era ottenere un granulato più sostenibile, stabile e biodisponibile, migliorando ulteriormente le proprietà del coenzima Q10, un antiossidante rilevante nelle aree cognitiva, cardiovascolare e più in generale nel settore ageing.

 

Labomar – azienda veneta attiva a livello internazionale nella ricerca, sviluppo e produzione conto terzi di integratori, dispositivi medici e farmaci – ha guidato il progetto insieme all’Università di Torino e a Inn.Impresa, concentrandosi sullo sviluppo di nuove formulazioni nutraceutiche basate su granulati di Q10 più performanti. Come spiegato dal direttore tecnico Samuele Zanatta, il bando iNEST ha permesso di affrontare una criticità tecnica del settore: la scarsa stabilità e liposolubilità delle molecole antiossidanti come il Q10. La scelta di utilizzare proteine provenienti da filiere agroalimentari al posto di materiali sintetici ha consentito di ottenere granulati più naturali, solubili e resistenti agli stress chimici e fisici.

 

Il nuovo granulato sviluppato potrà essere impiegato in stick, compresse e capsule, ed è attualmente sottoposto a test di stabilità accelerata per valutarne la shelf-life e le prestazioni antiossidanti nel tempo. Il contributo scientifico dell’Università di Torino, guidata dalla professoressa Roberta Cavalli, ha permesso di analizzare conformazione, attività antiossidante e stabilità dei granuli con tecniche avanzate, mentre Inn.Impresa ha curato lo studio di mercato dedicato al profilo del consumatore contemporaneo, sempre più attento non solo ai benefici nutraceutici ma anche alla sostenibilità della filiera.

 

Il progetto Sustainacea, concluso con risultati positivi e recentemente raccontato anche da Il Sole 24 Ore, rappresenta un esempio concreto di come collaborazione tra ricerca universitaria e imprese possa dare vita a innovazioni capaci di coniugare salute, circolarità e valorizzazione delle risorse naturali. Un risultato che testimonia la qualità delle progettualità sviluppate dai soci di RIBES-Nest e il valore dell’ecosistema dell’innovazione del NordEst.

 

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