R.I. x A.A. – Ricerca e innovazione per l’Active Aging: intervista al coordinatore scientifico Gerolamo Lanfranchi

RIBES-Nest ha realizzato una video intervista al Prof. Gerolamo Lanfranchi, coordinatore scientifico del progetto R.I. x A.A. – Ricerca e innovazione per l’Active Aging, iniziativa finanziata nell’ambito del PR Veneto FESR 2021–2027 – Obiettivo Specifico 1.1 “Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione e l’introduzione di tecnologie avanzate”, Azione 1.1.1 “Rafforzare la ricerca e l’innovazione (in collaborazione) tra imprese e organismi di ricerca” – Sub A “Rafforzare la ricerca e l’innovazione tra imprese e organismi di ricerca”, a valere sul Bando per il finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo realizzati dalle Reti Innovative Regionali e dai Distretti Industriali.

 

Il progetto, di cui RIBES-Nest è capofila, coinvolge dieci aziende e quattro organismi di ricerca con l’obiettivo di studiare i processi biologici dell’invecchiamento, individuare biomarcatori predittivi e sviluppare soluzioni innovative a supporto dell’“active aging”. Il lavoro integra competenze industriali e scientifiche in un ambito – quello della salute smart – che rappresenta una delle principali sfide per i sistemi sanitari europei, sempre più chiamati a rispondere all’invecchiamento della popolazione e alle sue ricadute sanitarie e sociali.

 

Nell’intervista il Prof. Lanfranchi sottolinea come uno degli elementi più significativi emersi nel primo anno di attività sia la collaborazione dinamica tra imprese e laboratori di ricerca: una cooperazione che non si limita alla fase di progettazione, ma che evolve attraverso l’interesse reciproco verso risultati, processi e tecnologie sviluppate nel corso delle attività sperimentali.

 

Il progetto è articolato in quattro work package. Il primo è dedicato allo sviluppo di strumenti avanzati per la valutazione multidimensionale dell’invecchiamento biologico, integrando indicatori genetici, epigenetici, metabolici e legati al microbiota. I risultati intermedi includono l’identificazione di indicatori compositi di declino funzionale e l’analisi del ruolo dei biomarcatori di stress ossidativo nel declino cognitivo.

 

Il secondo work package approfondisce i meccanismi cellulari dell’invecchiamento, con particolare attenzione all’autofagia e alle sue alterazioni in patologie neurodegenerative come il Parkinson, attraverso modelli in vitro e in vivo e con il contributo diretto delle aziende partner nello sviluppo di possibili interventi.

 

Il terzo filone riguarda la selezione e validazione di modelli sperimentali avanzati, inclusi organoidi e mini-tessuti, per studiare infiammazione e stress ossidativo e testare sostanze potenzialmente in grado di modulare tali processi. Il quarto work package è orientato allo sviluppo di processi e prodotti innovativi, tra cui formulazioni mirate al microbiota intestinale, tecnologie come la QMR e composti bioattivi con potenziale applicazione nei settori biotecnologico, MedTech e pharma.

 

Guarda l’intervista completa per approfondire obiettivi, risultati intermedi e prospettive di sviluppo del progetto.