Dal concetto di anti-ageing alla longevità attiva: come cambia il mercato della nutrizione

Dal concetto di anti-ageing alla longevità attiva: come cambia il mercato della nutrizione

Nel settore della nutrizione e degli alimenti funzionali, lo sviluppo di nuovi ingredienti e tecnologie rappresenta ormai solo il punto di partenza. La vera sfida è riuscire a trasformare la ricerca scientifica, che ha portato alla realizzazione di questi prodotti, in un valore concreto, comprensibile e realmente utile per il consumatore.

 

È questo uno dei messaggi centrali emersi dall’intervento della nutrizionista dietologa e divulgatrice scientifica Elisabetta Bernardi nel corso dell’incontro “Nuovi Orizzonti: Strategie e Strumenti per Anticipare il Futuro”, promosso da RIBES-Nest in collaborazione con CUOA Business School.

 

Un intervento che ha offerto una riflessione ampia sui cambiamenti che stanno interessando il mercato della nutrizione, della nutraceutica e del benessere, mettendo in evidenza il crescente ruolo di temi come longevità attiva, microbiota, proteine, salute metabolica e personalizzazione dell’alimentazione.

 

Un consumatore più informato e più esigente

 

Secondo Bernardi, il consumatore di oggi non si limita più a cercare prodotti buoni, accessibili e piacevoli, ma si interroga sempre più frequentemente sugli effetti concreti che un alimento può avere sulla salute e sul benessere quotidiano.

 

Domande come “A cosa serve questo prodotto?”, “Può sostenere il metabolismo?”, “Aiuta il sonno?”, “Supporta l’immunità?” stanno diventando sempre più centrali nelle scelte di acquisto, soprattutto in un contesto caratterizzato da maggiore attenzione alla prevenzione e alla qualità della vita.

 

Questo cambiamento si intreccia con un altro fenomeno strutturale: l’invecchiamento della popolazione, destinato ad avere un impatto crescente sui mercati della salute e dell’alimentazione nei prossimi anni.

 

Dall’anti-ageing alla “longevità attiva”

 

Uno dei concetti chiave emersi durante l’intervento riguarda il superamento dell’idea tradizionale di anti-ageing. Le persone non cercano semplicemente di vivere più a lungo, ma vogliono mantenere autonomia, energia, partecipazione sociale e qualità della vita.

 

Per questo la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti dovranno sempre più concentrarsi sull’obiettivo di “aggiungere salute agli anni”. In quest’ottica diventano centrali temi come: mantenimento della massa muscolare, salute ossea, funzione cognitiva, equilibrio cardiometabolico, benessere intestinale e qualità del sonno.

 

Il punto, però, è evitare approcci che “medicalizzino” il cibo. La nutrizione deve diventare uno strumento per sostenere il benessere quotidiano, senza trasformare l’alimentazione in un’esperienza puramente terapeutica.

 

Il ruolo sempre più importante delle proteine

 

Tra i trend analizzati durante l’incontro, quello legato alle proteine, oggi sempre più presenti anche nei prodotti di largo consumo.

 

Bernardi ha ricordato come il fabbisogno proteico aumenti con l’età e come questo aspetto sia ancora poco percepito nel sentire comune. Se per un adulto il fabbisogno medio è di circa un grammo di proteine per chilo di peso corporeo al giorno, nelle persone anziane questo valore può aumentare sensibilmente. Da qui deriva il crescente interesse verso prodotti arricchiti e alimenti funzionali, formulati per sostenere la massa muscolare e favorire una migliore qualità della vita.

 

Allo stesso tempo, la ricerca sta progressivamente superando l’idea della proteina come semplice ingrediente isolato. Sempre più attenzione viene rivolta al concetto di “food matrix”, cioè all’inserimento delle proteine all’interno di alimenti e formati di consumo quotidiani: bevande, snack, pasta, prodotti da forno e altri alimenti funzionali.

 

Microbiota e fibre: dalla tendenza alla piattaforma scientifica

 

Ampio spazio è stato dedicato anche al microbiota intestinale, considerato una delle piattaforme scientifiche più promettenti per il futuro della nutrizione.

 

Il microbiota, infatti, collega aspetti diversi della salute: digestione, metabolismo, infiammazione, asse intestino-cervello e risposta individuale alla dieta. Un ambito che deve però essere affrontato evitando derive puramente commerciali o comunicative.

 

Accanto a probiotici e prebiotici, cresce inoltre l’interesse verso i postbiotici, cioè i prodotti del metabolismo microbico potenzialmente in grado di esercitare effetti benefici sull’organismo.

 

In questo quadro assumono particolare rilevanza anche le fibre alimentari. Ancora oggi circa metà della popolazione italiana non raggiunge i livelli raccomandati di assunzione, nonostante il loro ruolo nella regolazione metabolica, nella sazietà e nel supporto al microbiota intestinale.